Videogiochi e relazioni con i nostri figli e figlie

Videogiochi

ūüéģ I videogiochi sono parte della vita di bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Ci giocano attraverso i le consolle e i device, colorano i disegni dei loro eroi ed eroine preferite, ci giocano offline. Riescono a viverli sia in digitale che in analogico.*

ūüéģ Come adulti, come genitori, cosa possiamo fare per relazionarci al meglio con in nostri figli e figlie, entrare in questa loro parte di mondo, agendo il nostro ruolo educativo?

ūüéģ Con questo articolo, pubblicato nel blog “Il Volo della farfalla”, che si trova nel sito di Oggi Treviso, riporto alcune mie riflessioni sulle traiettorie che possiamo prendere. Buona lettura!

*grazie a alle colleghe e colleghi di Digitabilis, da cui ho imparato queste parole per narrare e descrivere questo continuum.

Gioco d’azzardo e videogiochi: parliamone!


Il 22 settembre, alle 17.00, presso la Sala Verde di Palazzo Rinaldi a Treviso, sar√≤ una delle relatrici per l’incontro “E’ solo un gioco? Caratteristiche, rischi e potenzialit√† del gioco d’azzardo e dei videogiochi“.

Con me, ci saranno:

  • Dott Paolo Capuzzo – Dirigente Psicologo Psicoterapeuta, referente ambulatorio gioco d’azzardo patologico ULSS 2 dipartimento Treviso
  • D.ssa Margherita Tisi – Psicologa Psicoterapeuta
  • Dott.ssa Alessandra Scinni – Psicologa e Formatrice
  • Dott.ssa Monica Conz – Psicologa Psicoterapeuta

L’ingresso √® gratuito ed √® preferibile prenotare il proprio posto qui per avere la priorit√† all’entrata.

L’evento √® promosso da Navigamente insieme al Comune di Treviso, Cooperativa Sociale Itaca e Progetto Giovani Treviso

Device, social, app, giochi: il mondo 3.0 – Il corso

In una societ√† sempre pi√Ļ liquida e connessa cosa possiamo aspettarci? In che modo possiamo comprendere al meglio il mondo 3.0 e come relazionarci con le nostre figlie e figli, o le/i minori?

Lo Studio Benetton vuole rispondere a queste domande, proponendo un ciclo di 5 incontri, rivolti alle figure educative quali genitori, insegnanti, e agli adulti in generale, per:

– conoscere i device, i social, le applicazioni e i giochi pi√Ļ utilizzati;
– comprendere punti di forza e rischi del mondo 3.0;
Рriflettere e confrontarsi sulle modalità di relazione con bambini/e e adolescenti.

Le conduttrici de corso sono:
Dott.ssa Elena Toffolo – psicologia, benessere, formazione
Dott.ssa Alessandra Scinni, psicologa

TEMI DEGLI INCONTRI:

1¬į INCONTRO: Il mondo 3.0 come influenza lo sviluppo del bambino/a?
2¬į INCONTRO: Uno sguardo su social, app e giochi della Generazione Z
3¬į INCONTRO: Device s√¨ o no?! Le potenzialit√†
4¬į INCONTRO: Device s√¨ o no?! I pericoli
5¬į INCONTRO: Io, tu e lo smartphone … nuove forme di relazione?

INFORMAZIONI, COSTI, ISCRIZIONE

Possibilità di due formule:
– pacchetto di cinque incontri: 160 euro
– singolo incontro: 40 euro

La prenotazione è obbligatoria, entro lunedì 2 marzo.
Ad ogni partecipante sar√† consegnata una cartellina e le dispense  degli incontri a cui partecipa.

Il corso sarà attivato solo al raggiungimento di un numero minimo di 5 partecipanti, fino ad un massimo di 12 a serata.

 

Il Mercoledì in-forma: nuove serate per lo Studio Benetton

Ripartono le serate presso lo Studio Benetton. Il mercoledì in-forma è un ciclo di serate informative gratuite, aperte alla cittadinanza, per trattare temi quali la psicologia, la nutrizione, il benessere, la prevenzione.

Vi aspettiamo, ogni terzo mercoledì del mese, in Via Campagnola 3a, dalle 20.45.

 

ABC…LGBT! – Transgender, visibilit√† e identit√† negate

Il 20 novembre si celebra il TDoR, Transgender Day of Remembrance, per ricordare le persone vittime di transfobia¬†istituito¬†nel 1999 da Gwendolyn Ann Smith, una attivista trans. La data √® stata scelta per commemorare l’uccisione, l’anno precedente, di Rita Hester. Il progetto Trans Respect vs Transphobia, promosso dal TGEU, ha evidenziato come, dal 1 ottobre 2018 al 30 settembre 2019, nel mondo sono morte 331 persone trans e gender variant.
Proviamo a vedere pi√Ļ da vicino questa realt√†.

Le parole sono importanti.
Persone transgender, transessuali, gender variant, facciamo un po’ di chiarezza.
Secondo il DSM 5 le persone transgender sono coloro che si identificano in modo transitorio o persistente con un genere diverso da quello assegnato alla nascita.¬†Le persone transessuali sono, invece, coloro che desiderano attuare o hanno attuato una transizione sociale da genere all’altro (FemaletoMale o FtM, Male to Female o MtF), che pu√≤ comportare una transizione somatica attraverso il trattamento ormonale (TOS, trattamento ormonale sostitutivo) e/o una riassegnazione chirurgica degli organi genitali o dei caratteri sessuali secondari.¬†
Nel sito del TSER (Trans Student Educational Resources, la stessa organizzazione da cui ho attinto il Gender Unicorn per questo articolo) puoi trovare un glossario (in inglese), che può darti maggiori indicazioni.
Nelle precedenti edizioni del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali)¬† si utilizzava il termine disturbo dell’identit√† di genere, che si concentrava maggiormente sull’identit√† di s√©, pi√Ļ che su una possibile condizione clinica. Questo poteva essere molto stigmatizzante. Al momento, all’interno della quinta edizione si utilizza il termine Disforia di Genere che, come indicato nello stesso manuale, si riferisce alla sofferenza che pu√≤ accompagnare l’incongruenza tra il genere esperito o espresso da un individuo e il genere assegnato.
Il termine gender variant identifica tutte quelle persone che non si riconoscono in un binarismo di genere donna/uomo e, dunque, la loro espressione di genere differisce dagli stereotipi di genere culturalmente e socialmente trasmessi e condivisi.

In questo articolo ho voluto utilizzare il termine T*, per poter essere maggiormente inclusiva delle differenze che possono presentarsi, seppur non mi sono soffermata nello specifico riguardo le persone gender variant e gender non-conforming.

Come chiamarle?
Possiamo chiedere loro che nome hanno e magari, se gi√† non ce lo dicono, che pronome vogliono che sia utilizzato. Usare il pronome, la desinenza, l’articolo scorretto √® una forma di misgendering, di quella messa in discussione dell’identit√† di genere o, addirittura, della sua negazione. E poi, fa parte delle regole grammaticali: se una persona si identifica come donna, useremo pronomi, desinenze, articoli declinati al femminile, se si identifica come uomo, declineremo al maschile.
E, inoltre, mai chiedere il nome precedente o, se conosciuto, usare quel nome. Anche questo comportamento √® stigmatizzante: non tiene conto del percorso della persona, della sua autodeterminazione, della sua attuale identit√†. Per questo si parla di deadname, il nome che non esiste pi√Ļ, e di nome d’elezione, ovvero il nome che la persona trans sente propria e la identifica in quanto persona.

Ci sono leggi che tutelano le persone T*?
In Italia esiste una legge del 1982 che consente la rettificazione del sesso attraverso un iter particolare. Purtroppo, per√≤, esiste ancora in maniera molto forte la discriminazione per le persone T*, in particolare nel mondo del lavoro. Durante la transizione, pu√≤ accadere che la discrepanza tra i documenti e l’apparenza fisica possa portare all’esclusione dal mondo del lavoro, subire prevaricazioni quali mobbing, o rischiare il licenziamento. Per poter tutelare le persone LGBT+, e combattere queste forme di discriminazione, la CGIL ha creato lo sportello Nuovi Diritti.¬†Inoltre, pur mancando una legge che punisca i crimini d’odio perpetrati contro le persone LGBT+, crimini commessi per odio di matrice omo-lesbo-bi-transfobica, √® possibile comunque denunciare i fatti alle autorit√† competenti.
Come nota positiva, posso indicare che in alcune universit√† italiane, hanno attivato le carriere alias per le persone in transizione. Questo comporta la possibilit√† di avere il proprio nome d’elezione nel badge e nella mail universitaria, anche se non √® possibile estenderlo ai documenti ufficiali fintanto che, dal punto di vista legale, non sia stato rettificato il nome.

Cosa posso fare se sto mettendo in discussione la mia identità di genere o se voglio comprendere come seguire un percorso di transizione?

Dal mio punto di vista, potrebbe essere utile poterne parlare con una o un professionista competente in materia, che possa accoglierti, che possa comprendere la tua situazione, che possa darti rassicurazioni e le corrette informazioni.
In Italia, al di l√† di professioniste e professionisti privati che possono esserti d’aiuto, ci sono¬†diverse associazioni che si occupano di informare, prendere in carico le persone T* per accompagnarle nell’iter di transizione, e per tutelarle sul piano del benessere psicologico e sanitario, e sul piano giuridico.¬† Il sito di ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identit√† di Genere) riporta una lista di associazioni, dislocate in diverse citt√†.¬†Puoi anche consultare la¬†¬†guida¬†redatta dal MIT (Movimento Identit√† Trans), dove potrai trovare anche interessanti informazioni circa il percorso di transizione. Io che vivo e lavoro a Treviso, in Veneto, posso suggerire il Sat Pink, operativo dal 2011, e che si occupa a tutto tondo delle persone T*.
Pu√≤ essere utile, anche, parlarne con persone fidate, che possono esserti accanto in questo tuo periodo. Avere persone alleate, che comprendono la tua situazione e che possono aiutarti, pu√≤ farti sentire meno sola o solo. Queste persone possono essere i tuoi amici o amiche, parenti con cui poterti confidare senza paura del giudizio, o anche le associazioni che si occupano di queste tematiche. Probabilmente, in quei luoghi, potrai trovare chi sta vivendo la tua stessa situazione, o l’ha gi√† vissuta, potrai stringere nuovi legami e confrontarti.

(Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash)

Tumore al seno: cinque suggerimenti per la prevenzione e la consapevolezza

“Rivendico il diritto di parlare apertamente della nostra malattia, che non √® esibizionismo n√© un credersi invincibili, anzi: √® un diritto a sentirsi umani. Anche fragili, ma forti nel reagire.”
(Nadia Toffa)

 

Ottobre √® ormai arrivato e, con esso la campagna Nastro Rosa. Il primo nastro, color pesca, fu creato nel 1991 da Charlotte Haley, ripreso poi l’anno seguente da Self Magazine and Est√©e Lauder, cambiando il colore in rosa. Da 27 anni la campagna √® proposta in Italia dalla Lega Italiana Lotta ai Tumori. In questo mese, infatti, si sensibilizza la popolazione al tema del tumore al seno, o al petto, che colpisce sia le donne che gli uomini, siano esse persone cisgender o transgender, anche se con incidenze differenti. Anche quest’anno le iniziative spaziano da incontri informativi agli screening gratuiti, passando per la pubblicit√† e la cartellonistica volta a far riflettere riguardo il tema, ancora molto attuale.

Cosa puoi fare per aumentare i fattori protettivi e per essere maggiormente consapevole? Ecco cinque suggerimenti:

ūüĆł¬†Cura la tua dieta. Una alimentazione sana, bilanciata e con pochi grassi, come pu√≤ essere quella mediterranea, pu√≤ aiutare a prevenire l’insorgenza del tumore. Qualora volessi, potresti avvalerti di un/una professionista del settore, come il/la nutrizionista.

ūüĆł¬†Svolgi esercizio fisico. Oltre ad essere un buon metodo, insieme alla dieta, per mantenere il peso regolare, anche l’attivit√† fisica concorre come fattore di protezione.

ūüĆł¬†Impara l’autoesame del seno. E’ importante conoscere il proprio corpo, sapere cosa ci sta comunicando. Per questo, seppur non sia considerato un vero e proprio strumento di diagnosi precoce, pu√≤ essere utile per imparare a prenderci del tempo per noi, per scoprire la nostra intimit√†, per renderci conto dei cambiamenti che stiamo attraversando. Qui, un video ironico (in spagnolo), realizzato dall’associazione Macma (Argentina).

ūüĆł¬†Pianifica lo screening. Oltre allo screening gratuito offerto dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN), che pu√≤ variare per fasce d’et√† e per territorio, con la tua medica o medico di medicina generale puoi programmare alcuni controlli periodici. Tutto questo √® importante per poter diagnosticare in maniera precoce l’eventuale insorgenza di tumore e poterlo trattare nel modo migliore possibile.

ūüĆł¬†Rivolgiti a professionisti formati. E’ importante potersi fidare di professionisti che conoscano bene la materia e ti sappiano dare suggerimenti corretti. Oltre ai medici, potresti avere bisogno anche di altre figure, quali la/lo psicologo/psicoterapeuta per affrontare un eventuale percorso, piuttosto che esperte/i del tatuaggio o dell’estetica, quali parrucchiere/i, estetiste/i, per aiutare nell’affrontare ed accettare¬†i cambiamenti del proprio corpo.

Alla base di tutto questo, come gi√† accennato, c’√® l’informazione e il supporto degli enti e delle associazioni. Puoi, ad esempio, oltre ad andare alla sede LILT pi√Ļ vicina a casa tua, anche seguire l’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC), o la Fondazione Umberto Veronesi, da cui ho tratto alcuni dei suggerimenti. Inoltre, l’Associazione Italiana Registro Tumori, da ormai nove anni, redige il documento “I numeri del cancro in Italia” per dare una fotografia della situazione, in collaborazione con altri enti.

Sempre a proposito di corretta informazione e divulgazione, ho notato come sempre pi√Ļ spesso le serie tv affrontano in maniera attenta anche questi temi. Un esempio che vi porto riguarda la serie “The Bold Type” in cui, una delle protagoniste, deve affrontare¬†la scoperta di possedere una mutazione genetica che la predispone ad avere un maggiore rischio di sviluppare un cancro al seno o alle ovaie.

Il tumore e il cancro possono essere malattie di complessa gestione, che possono colpirci in prima persona o le persone a noi pi√Ļ care. Ricordiamoci che non c’√® vergogna nel comprendere che vivere questa situazione pu√≤ imporci limiti o essere nella posizione di dover chiedere aiuto. L’accettazione, la corretta conoscenza, l’avvalersi di professionisti ed esperti e, credo, soprattutto il sostegno delle persone che ci amano, possono aiutarci ad affrontarla nel modo migliore.

(Photo by Sarah Cervantes on Unsplash)